Il Blog per discutere del Volume La Scuola Digitale Bruno Mondaodori Milano 2008 - paolo.ferri@unimib.it

domenica 23 marzo 2008

Homo sapiens 2.0

da un post per la Vita Digitale di Federico Cella
Dal 1996 in Italia si sta affermando una nuova versione 2.0 dell’Homo sapiens, si tratta dei nativi digitali, sono tutti i bambini che sono nati dopo la diffusione di Internet (dicembre 1995, gennaio 1996, primi browser commerciali). I nativi digitali sono diversi da noi figli di Gutenberg sono nati in una società multischermo e preferiscono allo schermo passivizzante della televisione gli schermi interattivi:cellulare, computer oppure quello della televisione ma connesso alla Playstation, lo schermo del cellulare è per loro un spazio per comunicare (SMS), ma è soprattutto quello del computer connesso a Internet lo schermo che amano di più. A scuola a casa e con gli amici il perimetro della identità comprende anche la loro identità online. Per noi nativi Gutenberg, il blog o la posta elettronica sono strumenti, per loro sono una parte integrante dello loro immagine del sé e delle loro relazioni sociali. Si “espongono” sui Blog o su You tube, vivono sullo schermo, per esprimersi, per apparire, per comunicare e per stabilire relazioni sociali ed affettive. Il modo in cui vedono e costruiscono il mondo è differente. E può essere sintetizzato nello specchietto che segue:

Digital Immigrants:
- Codice alfabetico
- Apprendimento lineare
- Stile comunicativo uno a molti
- Apprendimento per assorbimento
- Internalizzazione riflessione
- Autorità del testo
- Primo leggere

Digital native:
- Codice digitale
- Apprendimento multitasking
- Condividere e creare la conoscenza
- Apprendere ricercando, giocando, esplorando
- Esternalizzazione dell'apprendimento
- Comunicazione versus riflessione
- No autorità del testo, multicodicalità
- Connettersi, navigare ed esplorare

Non è un fenomeno marginale, oltre 60.000.000 di adolescenti e preadolescenti statunitensi hanno una sito, una loro identità online su Facebook o MySpace. Sono "simbioni" strutturali della tecnologie, sono indifferenti al copyright e condividono musica immagini suoni e sapere sulla Rete con i loro pari. I digital native ci pongono anche un problema a noi figli del libro e immigranti digitali, come stabilire un linguaggio comune, come entrare in contatto nella scuola ma anche nella vita con loro. Non è un piccolo problema, la cultura scritta sta cambiando forma e non traghettare in digitale la memoria analogica della cultura dell’homo sapiens 1.0 è la sfida e la responsabilità che portiamo noi Gutenberg native.

2 commenti:

Tito Sartori ha detto...

Post che riassume benissimo alcune importanti differenze tra lo stile cognitivo degli immigranti digitali e quello dei nativi. Anche se sono convinto (pur non avendo dati di ricerca a sostegno di questa ipotesi) che anche gli immigranti digitali cambino modo di pensare in funzione dell'esperienza digitale. Ciò detto, inizio questo anno l'attività di docente presso un istituto superiore, animato da teste pensanti e lungimiranti. Purtroppo stiamo attraversando delle difficoltà economiche impreviste e questo va a discapito della possibilità di rendere operative certe proposte di didattica online!
Ubi maior...

Paolo Ferri ha detto...

Caro Tito, hai davvero ragione le difficoltà strutturali, tagli, ristrutturazioni, maestro unico, sono proprio quello che non ci vuole per fronteggiare il cambiamento che stiamo fronteggiando