Il Blog per discutere del Volume La Scuola Digitale Bruno Mondaodori Milano 2008 - paolo.ferri@unimib.it

mercoledì 20 febbraio 2008

Risposta a Paola e Martino

Cara Paola e Caro Martino
sono perfettamente daccordo con voi si tratta di utilizzare la tecnologia quando serve e per estendere lo spazion didattico, e di non considerarla una "bacchetta magica" che può risolvere tutti i problemi della scuola su questo tema e cioè sui gradi di blending nella formazione vedi anche la mia presentazione al link che segue

http://www.slideshare.net/paoloferri

Pubblicato da Paolo Ferri a 6.43 0 commenti

4 commenti:

Agati ha detto...

Ciao. Ho scoperto il tuo libro ieri, e gli ho dedicato un post dubbioso. Perché... Per anni noi adepti del verbo tecnologico abbiamo pensato e sperato che il nuovo vento che avrebbe risollevato le sorti della scuola italiana sarebbe stato formato dalla fiumana dei bit che si stava riversando nella mente dei ragazzi, e dei docenti, e dei domatori di docenti…

Abbiamo ipotizzato, teorizzato, sperimentato come gli ipertesti, i logo, i sims, moodle, i social network… avrebbero curvato i percorsi di apprendimento verso neo attivismi, pratiche laboratoriali, didattiche costruzioniste e persino costruttiviste.

Ma le nostre prediche si sono perse nel deserto, le nostre sperimentazioni sono rimaste sperimentazioni, e la scuola è rimasta il regno della parola unilateralmente trasmessa, degli interrogatori convergenti, della passività ricettiva, dello svacco e delle disillusioni.

Ma... mi piace chi ogni tanto re-iventa un re-inizio di illusione. Buona vita.

Paolo Ferri ha detto...

Non sarei così dislluso, ora le infrastruttura (banda ecc) ci sono la volontà politca manca, ma nel 2013 vanno in pensione il 50 % nella pubblica amministrazione, non credi che sia un'opportunità a volte le illusioni si trasformano in realta

Paolo

Agati ha detto...

già: nel 2013 vado in pensione anch'io! Comunque: io non sono disilluso dalle NT: ci vivo in simbiosi mutualistica da sempre, le uso tranquillamente per l'attività didattica (da moodle, ai Social Network, dai wiki ai podcats...), le promuovo continuamente nelle mie collaborazioni (con provincia, comune, CSA, enti di formazione vari...), le metto a disposizione dei miei colleghi (dalla banda larga, al wireless, ai portatili, alle lavagne interattive...), ammiro chi, come te (e me!) continuano a diffondere la speranza... Solo: per non fare ulteriori danni, occorre partire dalla realtà effettuale della scuola italiana e non dalle immagini edulcorate che del mondo dell'istruzione tracciano certi convegni... Buona vita

Paolo Ferri ha detto...

Hai davvero ragione, mi sa che il problema a oggi è "resitere, resistere, resistere"

a presto

Paolo