Il Blog per discutere del Volume La Scuola Digitale Bruno Mondaodori Milano 2008 - paolo.ferri@unimib.it

martedì 22 aprile 2008

Presentazione a Milano de la scuola digitale

Martedì 6 maggio 2008, Ore 21.00, Casa della Cultura, via Borgogna 3 Milano. Info: 02/795567

Bruno Mondadori e La casa della cultura di Milano vi invitano a un incontro su:

Nativi digitali
Come pensano e comunicano i “figli della rete”

Con l’autore, ne parleranno:

Susanna Mantovani Prorettore Università Milano-Bicocca
Armando Massarenti Responsabile Scienza e Filosofia, Domenicale Sole 24 ore
Pier Cesare Rivoltella Docente Tecnologie della formazione , Università Cattolica del Sacro Cuore
Paolo Ferri Docente di Teoria e tecniche dei nuovi media, Università Milano-Bicocca

Coordina Ferruccio Capelli Direttore Casa della Cultura

Nel corso dell’incontro si parlerà del volume:

La scuola digitale
Come le nuove tecnologie cambiano la formazione
di Paolo Ferri


I cosiddetti nativi digitali, bambini nati dopo la diffusione di Internet, sono diversi dai “figli del libro”: sono nati in una società multischermo e preferiscono allo schermo passivizzante della televisione gli schermi interattivi: cellulare, computer. A scuola, a casa e con gli amici il perimetro della identità comprende anche la loro identità on-line. Per loro il blog o la posta elettronica sono una parte integrante dell’immagine del sé e delle relazioni sociali. Si “espongono” sui Blog o su You tube, vivono sullo schermo, per esprimersi, per apparire, per comunicare e per stabilire relazioni sociali ed affettive. Questa serata è dedicata a comprendere il loro modo di pensare sé e il mondo, per capirli meglio e trovare modalità virtuose di rapportarsi a loro.

lunedì 14 aprile 2008

La scuola digitale su Il Sole24ore e La stampa - tutti i libri



Ecco due recensioni del libro in particolare quella della stampa pone alcume questione di grande interesse si veda al seguente link La scuola diventa digitale http://www.lastampa.it/_settimanali/ttL/default_pdf.asp?pdf=8

domenica 23 marzo 2008

Di prossima USCITA NEGLI USA

Digital Literacy: Tools and Methodologies for Information Society (Hardcover)
by Pier Cesare Rivoltella (Editor)
che contiene il saggio di Paolo Ferri e Susanna Mantovani Children and Computer: what they know what they do

Homo sapiens 2.0

da un post per la Vita Digitale di Federico Cella
Dal 1996 in Italia si sta affermando una nuova versione 2.0 dell’Homo sapiens, si tratta dei nativi digitali, sono tutti i bambini che sono nati dopo la diffusione di Internet (dicembre 1995, gennaio 1996, primi browser commerciali). I nativi digitali sono diversi da noi figli di Gutenberg sono nati in una società multischermo e preferiscono allo schermo passivizzante della televisione gli schermi interattivi:cellulare, computer oppure quello della televisione ma connesso alla Playstation, lo schermo del cellulare è per loro un spazio per comunicare (SMS), ma è soprattutto quello del computer connesso a Internet lo schermo che amano di più. A scuola a casa e con gli amici il perimetro della identità comprende anche la loro identità online. Per noi nativi Gutenberg, il blog o la posta elettronica sono strumenti, per loro sono una parte integrante dello loro immagine del sé e delle loro relazioni sociali. Si “espongono” sui Blog o su You tube, vivono sullo schermo, per esprimersi, per apparire, per comunicare e per stabilire relazioni sociali ed affettive. Il modo in cui vedono e costruiscono il mondo è differente. E può essere sintetizzato nello specchietto che segue:

Digital Immigrants:
- Codice alfabetico
- Apprendimento lineare
- Stile comunicativo uno a molti
- Apprendimento per assorbimento
- Internalizzazione riflessione
- Autorità del testo
- Primo leggere

Digital native:
- Codice digitale
- Apprendimento multitasking
- Condividere e creare la conoscenza
- Apprendere ricercando, giocando, esplorando
- Esternalizzazione dell'apprendimento
- Comunicazione versus riflessione
- No autorità del testo, multicodicalità
- Connettersi, navigare ed esplorare

Non è un fenomeno marginale, oltre 60.000.000 di adolescenti e preadolescenti statunitensi hanno una sito, una loro identità online su Facebook o MySpace. Sono "simbioni" strutturali della tecnologie, sono indifferenti al copyright e condividono musica immagini suoni e sapere sulla Rete con i loro pari. I digital native ci pongono anche un problema a noi figli del libro e immigranti digitali, come stabilire un linguaggio comune, come entrare in contatto nella scuola ma anche nella vita con loro. Non è un piccolo problema, la cultura scritta sta cambiando forma e non traghettare in digitale la memoria analogica della cultura dell’homo sapiens 1.0 è la sfida e la responsabilità che portiamo noi Gutenberg native.

lunedì 25 febbraio 2008

La scuola digiale su radio 24

Un intervista di Gigi Donelli su radio 24 che approfondisce i temi del libro

a presto

Paolo Ferri

mercoledì 20 febbraio 2008

Risposta a Paola e Martino

Cara Paola e Caro Martino
sono perfettamente daccordo con voi si tratta di utilizzare la tecnologia quando serve e per estendere lo spazion didattico, e di non considerarla una "bacchetta magica" che può risolvere tutti i problemi della scuola su questo tema e cioè sui gradi di blending nella formazione vedi anche la mia presentazione al link che segue

http://www.slideshare.net/paoloferri

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lunedì 11 febbraio 2008

La scuola digitale su Panorama

La recensione de La scuola digitale su Panorama on-line

venerdì 18 gennaio 2008

Video Intervento a Ferrara sulla Elearning

Intervento alla tavola rotondo Servizi di e-learning per il supporto alla didattica, Argenta. La Tavola Rotonda parte da una breve presentazione dei possibili usi delle tecnologie analizzandole sia come fondamento tecnologico delle metodologie per la formazione a distanza e on line sia come valore aggiunto nella formazione tradizionale d'aula.

intervento di Paolo Ferri

lunedì 14 gennaio 2008

Video Presentazione del volume

La video presentazione del volume


per approfondimenti e materiali sull'e-learning e la formazione digitale

http://www.slideshare.net/paoloferri/slideshows

martedì 8 gennaio 2008

La premessa del Volume

Paolo Maria Ferri

La scuola digitale
Come le tecnologie cambiano la scuola e la formazione

Bruno Mondadori


Indice

Premessa
1. You Too: il Web 2.0 e la necessità di una
nuova alfabetizzazione multicodicale

1.1 Caso Il Web 2.0 e i nuovi strumenti del comunicare
1.2. Che cos’è la nuova rivoluzione digitale: la società della conoscenza e della formazione
1.3. La società informazionale e il capitalismo culturale
1.4. La rivoluzione crossmediale e la formazione
1.5. Da Gutenberg al digitale: la formazione oltre il libro e oltre l’aula
1.6. Quale nuova alfabetizzazione per l’ambiente digitale esteso della formazione
2. Reinventare la scuola per i digital native. Il megacambiamento tecnologico
2.1. Caso Da Wikipedia a Wikiversity: un esempio di come la tecnologia cambia gli strumenti
e il modo della formazione
2.2. I “new millennium learner”: come studiarli
2.3. Gutenberg native e digital native
2.4. La differenza nelle modalità di rappresentare, conoscere e apprendere il mondo
3. Lo spazio fisico dell’apprendimento: Premessa
come la tecnologia può trasformare
gli spazi della scuola
3.1. Caso Snæfellsnes Comprehensive Upper Secondary School, 2004-2005
3.2. La leva tecnologica come strumento per abbattere i muri
3.3. Abbattere i muri: le trasformazioni degli spazi cognitivi architettonici e fisici della scuola
4. Abbattere il muro tra le generazioni: come devono cambiare le politiche scolastiche e la formazione degli insegnanti
4.1. Caso Il consorzio IUL per la formazione in servizio degli insegnanti
4.2. La multimedialità nella scuola italiana: genesi, storia e sviluppo di un’incomprensione

Tutti i diritti riservati
© 2008, Pearson Paravia Bruno Mondadori S.p.A.
www.brunomondadori.com

Premessa


"La scuola digitale" si propone di analizzare, attraverso la presentazione di una serie di esperienze europee e internazionali, il megacambiamento che il rapporto tra scuola, formazione e Information and Communication Technology sta generando. Una “rivoluzione” che coinvolge tutti gli aspetti del sistema formazione e del sistema scuola, tanto da rischiare di rendere, percerti versi, obsoleto il modo di intendere e praticare l’insegnamento e l’apprendimento propri della scuola italiana. I recenti dati dell’indagine OCSE-PISA 2006- 2007 mettono in rilievo, per esempio, come l’infrastrutturazione tecnologica della scuola vada a incidere in maniera rilevante tanto sulle modalità di apprendimento quanto sulle modalità di insegnamento. La questione supera, e di molto, sia il problema della diffusione dei computer nelle classi sia quello dell’addestramento degli insegnanti e dei formatori al loro uso. La formazione e la scuola digitali, infatti, ridisegnano i propri spazi fisici oltre che pedagogici, epistemologici e relazionali. In tutta Europa, purtroppo non in Italia, cadono i muri, le classi vengono ridisegnate o abolite, nascono open space e laboratori per i lavori di piccolo gruppo, la didattica prosegue fuori dallo spazio della scuola all’interno delle classi virtuali, le enciclopedie analogiche vengono sostituite da Wikipedia. In una parola, lo spazio fisico dell’apprendere si rimodella sulle nuove opportunità offerte dalla tecnologia. Anche lo spazio sociale della scuola.
La comunicazione digitale sta infatti tessendo attorno ai luoghi fisici della formazione una struttura di relazioni formative “fuori le mura”, che diventa lo strumento per la costruzione di una comunità di pratiche tra i soggetti coinvolti nel sistema (allievi, insegnanti, genitori, imprese, università), capaci di ideare e realizzare una nuova modalità d’interazione formativa e di comunicazione educativa. Lo spazio dell’apprendere e la tipologia di oggetti culturali che costituiscono il mix formativo vengono ridefiniti: non più lezioni frontali e libri, ma Internet, iPod, lavagne digitali e classi virtuali si affiancano e trasformano le modalità “gutenberghiane” dell’apprendimento. I giovani, infatti, ricevono dagli ambienti soprattutto extrascolastici importanti stimoli e sollecitazioni all’uso dei nuovi media (si pensi al cellulare o al PC che in larga misura usano a casa), che rappresentano un serbatoio di esperienze e conoscenze per la scuola stessa, e che modificano radicalmente il rapporto fra educazione formale e informale. Alla luce di questa premessa, emergono molte domande che chiedono alle politiche scolastiche e della formazione una risposta urgente: come colmare il divario che si è aperto in questo come in altri campi tra l’Italia e i paesi più avanzati d’Europa? Come trasformare la dimensione mediale di un ambiente educativo e formativo come la scuola? In che modo può funzionare concretamente una scuola senza classi in termini di orario, programmazione, attività, ruolo dei docenti, organizzazione? Come si organizzano gli studenti (rispetto alle età, alle promozioni o bocciature, alle capacità)? Come si organizzano le discipline? Come utilizzare i contenuti digitali nella didattica?

In sintesi il volume prova a offrire alcune risposte ricavate dall’analisi di casi internazionali e pone ai decisori politico-istituzionali, così come ai protagonisti del sistema scuola, il problema concreto e urgente della trasformazione organizzativa e didattica di tutta la scuola italiana. si trasforma, il suo carattere di “medium sociale” assume nella nuova prospettiva digitale un volto nuovo.